La caduta del regime di Assad segna un momento storico per la Siria, ma apre scenari complessi e tutt’altro che definiti. Inside/ Siria ti invita a un approfondimento che tenta di comprendere le molteplici sfaccettature di questa transizione cruciale. Negli ultimi anni, la Siria è stata teatro di un conflitto devastante, animato da una miriade di fazioni: dagli oppositori democratici ai gruppi estremisti, dalle forze curde ai movimenti sostenuti dalla Turchia. Un mosaico di interessi e ideologie ha portato alla caduta di Assad, ma non senza contraddizioni. Il nuovo governo siriano ci pone davanti ad un mix di speranze e inquietudini. Se da un lato rappresenta una rottura con il passato autoritario, dall’altro non mancano segnali preoccupanti: fra cui possibili derive autoritarie e fondamentaliste, e importanti margini di ingerenze esterne giocate, ad esempio, dal ruolo determinante della Turchia, che ha sostenuto e guidato l’ascesa di questa nuova leadership con obiettivi strategici che vanno ben oltre i confini siriani. L’esperienza del confederalismo democratico curdo, simbolo di autogoverno e inclusione, è oggi più minacciata che mai. Tra pressioni esterne e nuovi equilibri interni, il futuro del Rojava è appeso a un filo. La transizione siriana avviene, inoltre, in un contesto già scosso da conflitti e tensioni quasi senza precedenti: Israele intensifica la pressione sulle Alture del Golan, il suo programma genocida nei confronti della popolazione di Gaza e l’occupazione dei territori palestinesi e prosegue negli attacchi contro il Libano, La Russia rischia di perdere la sua influenza nel paese e le sue basi nel Mediterraneo mentre l’Occidente accoglie in modo timidamente positivo il nuovo governo siriano.
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