

Luogo dell'evento
Gli Omasta abitano il territorio in cui il jazz incontra la cultura del beat, trasformando la lezione di J Dilla e Madlib in materia viva e strumentale. Il loro suono è caldo e avvolgente: bassi profondi e batterie dal groove obliquo costruiscono trame dense, sulle quali pianoforte, tromba, sax e flauto disegnano melodie sospese, ora intime e ipnotiche, ora percorse da accelerazioni. Tra jazz-funk, hip hop e neo-soul, il quintetto di Cracovia supera la semplice contaminazione dei generi: la logica del campionamento, del loop e della ripetizione diventa un'attitudine, ricreata attraverso l'interplay e l'improvvisazione. Ne nasce una musica fisica e cinematica, capace di conservare la libertà del jazz e insieme la pulsazione dell'hip hop. Le atmosfere si muovono tra tensione metropolitana e ...
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