

Luogo dell'evento
Museo nazionale di arte e architettura contemporanee, in un appariscente edificio progettato da Zaha Hadid.
Un incontro che, a partire dal lavoro fotografico di Marina Caneve, apre una conversazione sui modi di osservare e interpretare il paesaggio urbano contemporaneo. Nel suo lavoro Marina Caneve osserva la città come un organismo instabile, attraversato da stratificazioni storiche, naturali e politiche. Dai Muraglioni del Tevere alle cave di Tivoli, da Malagrotta al Corviale, emergono luoghi marginali ma rivelatori, abitati da piante, animali e tracce umane. Un racconto visivo che restituisce una capitale vasta, ambigua e in continua trasformazione. La fotografia diventa strumento di indagine critica: non descrive Roma, ma ne interroga l’idea stessa di “naturale”, di centro e di periferia. intervengono Marina Caneve fotografa Simona Antonacci responsabile Collezione Fotografia MAXXI posti in...
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