
Un paesaggio urbano di simboli, riti e cerimonie
Un paesaggio urbano di simboli, riti e cerimonie: la Via Sacra tra età antica e medioevo Ciclo: Il secondo millennio di Roma AL CENTRO DI ROMA. STORIA, FILOSOFIA,ARTE, ARCHITETTURA E ARCHEOLOGIA Rassegna a cura di Edith Gabrielli Ciclo Il secondo millennio di Roma CONFERENZA Domenico Palombi, Professore associato di Archeologia Classica della Sapienza Università di Roma presenta Un paesaggio urbano di simboli, riti e cerimonie: la Via Sacra tra età antica e medioevo introducono Edith Gabrielli e Paolo Carafa Le trasformazioni che, tra tardo antico e alto medioevo, modificarono il paesaggio urbano dell’antica Sacra via rappresentano un capitolo esemplare della “conversione” di Roma pagana che si manifestò – tra continuità e rottura, tra conflitto e convivenza – nella progressiva trasformazione materiale e simbolica dello spazio cittadino, primo tra tutti quello del centro politico, religioso e rappresentativo della capitale imperiale, tra Palatino, Foro e Campidoglio. Questo nuovo paesaggio costituisce lo sfondo di un articolato insieme di cerimonie laiche e religiose, occasioni importanti per la cura e la riattualizzazione di un patrimonio monumentale evocativo della grandezza di Roma e garante della perennità del suo destino: l’incontro tra passato e presente recupera e reinterpreta l’antico e qualifica una nuova via Sacra come segmento significativo del paesaggio e del calendario liturgico della città cristiana. Domenico Palombi è professore associato di Archeologia Classica della Sapienza Università di Roma e socio di Accademie e Istituti di ricerca. Studia la storia urbana di Roma; l’architettura e l’urbanistica del Latium vetus; la memoria dell’antico a Roma e nel Lazio; la storia dell'archeologia romana tra Roma Capitale e il regime fascista. Dirige le ricerche nella cd. "Villa dei Gordiani" al III miglio della Via Prenestina e lo scavo degli horrea Piperataria nel Foro Romano. Ha pubblicato oltre centocinquanta tra monografie, curatele, articoli e più di centosessanta voci del Lexicon Topographicum Urbis Romae. CICLO ARCHEOLOGIA Il secondo millennio di Roma A cura di Paolo Carafa, professore ordinario di Archeologia Classica e prorettore per il Patrimonio archeologico in Sapienza Università di Roma Nell’incessante fluire dei paesaggi restano sempre impressi i segni dei grandi eventi che accompagnano e condizionano il divenire dei luoghi abitati dall’uomo. Uno dei processi di maggiore portata nella storia della cultura occidentale – la nascita e il primo sviluppo del Cristianesimo – è radicato in modo profondo nell’evolversi dei paesaggi urbani e rurali antichi. Ciò si avverte in molti luoghi del Centro di Roma e all’esterno delle mura urbane a partire dall’inizio del primo millennio dell’era comune. Le architetture e i contesti topografici che definivano lo spazio e la sua percezione da epoche anche molto antiche e cui erano affidate la conservazione e la trasmissione della memoria relativa a tradizioni, miti, riti, culti, eventi e uomini, furono progressivamente affiancati da elementi nuovi che mutarono il volto della città imperiale e contribuirono a strutturare la fisionomia della prima città medioevale e di tutte le altre città successive. Per scoprire tutti gli appuntamenti della rassegna: vive.cultura.gov.it
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