
In una fabbrica di orologi in Svizzera, Agota Kristof lavora in silenzio, immersa nel ritmo ossessivo delle macchine che scandiscono il tempo. Nel cassetto del suo tavolo da operaia, c’è un foglio e una matita: quando un pensiero prende forma, lo annota con urgenza, come per non perderlo. La lingua del luogo le è estranea. Usarla è una sfida continua, quella di “un’analfabeta”. Eppure, tra il ticchettio incessante delle macchine, la sua storia comincia a prendere vita. Per raccontarsi, Kristof deve inventare delle maschere (quelle di Lucas, Claus, Sandor o Line) e la fabbrica presto diventa il palcoscenico di un mondo interiore, dove i sogni e i ricordi dell’infanzia si mescolano alle immagini del presente. Federica Fracassi, con una fedeltà straordinaria, incarna Kristof: stessa espressio...