

Luogo dell'evento
Museo nazionale di arte e architettura contemporanee, in un appariscente edificio progettato da Zaha Hadid.
Una riflessione critica su come oggetti, spazi e tecnologie abbiano storicamente escluso i corpi e i bisogni delle donne. La grande maggioranza dei prodotti del design industriale del Novecento storicamente fa riferimento al cosiddetto standard dell’uomo medio: un individuo di genere maschile, abile, astratto dal contesto. Se negli ultimi cento anni abbiamo visto cambiare i sedili delle auto e l’attrezzatura sportiva, gli uffici e le cucine trasformarsi, le tecnologie evolversi per risolvere bisogni o migliorare l’esperienza d’uso, si può dire lo stesso per ciò che è stato pensato, progettato, prodotto intorno ai corpi delle donne? La stessa storia del design, anche quando non scritta da uomini, risente della logica maschile: guardare il design in una prospettiva femminista ci aiuta quindi...
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