GHERMINELLA è una pratica coreografica, un lavoro sul suono e sulla voce confusa. Gherminella – marachella, inganno – è una parola che deriva da un gioco di mano in cui veniva fatta sparire e riapparire una cordicella da una bacchetta. La performance si compone di elementi – suoni, voci, immagini e gesti – che appaiono e scompaiono nel dispiegarsi della maglia coreografica, costituita da movimenti lenti e precisi che ingannano e confondono lo spettatore. La voce è qui intesa come una voce confusa, non trascrivibile, in cui non vengono pronunciate parole significanti ma onomatopee, mormorii, fischi, clic, ecc. Lingua, labbra e faringe, come il resto del corpo, si contraggono e si muovono creando qualcosa che somiglia più a un rumore che a una voce articolata. A supportare il lavoro della performer, e confondersi con essa, c’è il suono dal vivo di Nicola Ratti, che elude la narrazione e resta ambiguo nella sua diffusione spaziale. GHERMINELLA è l’inganno fatto con astuzia, è la voce interiore che si manifesta attraverso il sogno e l’allucinazione; è la dimensione tra il conscio e l’inconscio; è lo scherzo che la mente gioca nel sonno ponendoci di fronte a un pensiero che si fa immagine, e che ci tocca per poi svanire; è il luogo dell’espressione identitaria che si manifesta senza condizioni, come ultimo spazio di vita privata, in forma di racconto surreale.
domenica 7 settembre 2025
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