"Al tramonto, dopo che una coppia di amanti discute ad alta voce sulla spiaggia di Gulpiyuri, un romantico fantasma chiamato Analphabet appare sul mare per raccontare la sua storia e cantare loro le sue canzoni ". Analphabet è l'invenzione di un mito: quello di uno spirito romantico che si manifesta alle coppie negli ambienti naturali e che vive intrappolato nella ferita della carne. La sua apparizione svela quell’antro che chiamiamo "coppia", e la violenza a cui ci sottoponiamo pur di restare all’interno di questa struttura che diamo all’amore. La sua storia personale apre lo scrigno della violenza intra-genere e mostra la necessità di prestare estrema attenzione nelle relazioni queer, segnate anch’esse dall'eredità patriarcale. Come spirito tormentato, si abbevera alla poesia del romanticismo tedesco e ai suoi paesaggi (Goethe, Hölderlin o Novalis hanno accompagnato questo scritto), ma attinge anche all'idiosincrasia andalusa e alla ferita mortale di un amore nei Paesi Baschi. Il fantasma, pur arrivando morente e ferito su un cavallo, porta con sé una speranza: quella che risiede nella poesia, l’unica che può offrire una cura alla ferita.
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