
In occasione della Festa della Liberazione, il Teatro Prati porta in scena "Due dozzine di rose scarlatte", un'opera del 1936 di Aldo De Benedetti. La scelta di rappresentare questo testo, scritto da un autore ebreo censurato dalle leggi razziali fasciste, sottolinea il valore della libertà e della memoria. La commedia, un meccanismo perfetto di arguzia ed eleganza, esplora il gioco delle coppie attraverso un equivoco nato dall'invio di rose scarlatte, generando una storia parallela sul desiderio e la riflessione delle fragilità umane. Diretta e interpretata da Fabio Gravina, la pièce, che vanta anche la partecipazione di Sara Religioso, Antonio Conte e Francesca Antonucci, promette leggerezza, emozioni e risate, celebrando l'ironia come strumento di resilienza.