
L'evento "L’amor fati" di Giorgio Galli, organizzato dalla Casa dell'Architettura, esplora il recupero della memoria attraverso l'uso di materiali di scarto. L'artista utilizza fili di ferro arrugginiti su tavole dipinte con una combinazione di gesso, cenere, olio, pastelli e matite, creando opere che rivelano croci, frecce e graffiti. Queste opere richiamano un linguaggio primordiale e tribale, ispirato dai numerosi viaggi dell'artista in Africa.